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Tetragravicorde verticale, vibrafono a soffietto, esacorde solitaria e da passeggio, cilindri a percossa e verbafono a palla. Questi sono gli strumenti che hanno liberamente deciso a chi affidarsi. Fino a ieri la musica veniva espressa tramite oggetti inanimati, ma oggi qualcuno ha finalmente avuto l’ardire e l’umiltà di farsi fattura del proprio fattore: lo strumento musicale! Ecco dunque che il “tetragravicorde verticale” ha scelto Coluccio Perticoni come mezzo di espressione, il “vibrafono a soffietto” ha preferito farsi cullare da Zibbonio Berretti e la stessa sorte è toccata a Cateno Erbolini e a Saulo Trulli da Rimini, il primo selezionato dall’”esacorde solitaria” e il secondo fortemente voluto dai “cilindri a percossa”. Il “verbafono a palla” e l’”esacorde da passeggio”, infine, hanno dovuto accordarsi per scegliere chi avrebbe dovuto poetarne il desìo chiamando così Calogero Focaluci alle loro dipendenze. È in questo modo che sono nati “I Plebei”: un gruppo indefinibile nel suo genere e dal genere musicale indefinito che suole accogliere gli onesti ascoltatori di ogni età all’interno di una bolla immaginaria per traghettarli in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio. Con I Plebei la buona musica è gioco e la canzone poesia talvolta ironica, ma pur sempre sottile e mai banale. I Plebei sono una band con un repertorio di brani originali che raccolgono in giro per il mondo e per il tempo generi e stili diversi. Musica per tutte le orecchie quindi, musica da circo, musica da ballo, musica d’ascolto, musica spensierata e musica stonata….insomma…musica plebea!